Quando un workflow agentico fallisce allo step 4 di 6, riparte da capo o riprende dallo step 4?
La risposta non dipende dal framework. Dipende da come hai modellato lo stato.
Le comparazioni tra LangGraph, CrewAI, AutoGen e gli altri trattano checkpoint, recovery e human-in-the-loop come feature da spuntare in una tabella. Sono primitive, non soluzioni. Il framework ti da il meccanismo per salvare uno stato; non decide cosa salvare, a quale granularita, ne come rendere uno step ripetibile senza effetti collaterali.
E li sta il lavoro vero. Se lo step 4 ha gia inviato una mail o addebitato un pagamento, il replay non e “riprendi”: e “fai due volte”. Rendere un nodo idempotente, sapere in ogni momento cosa e stato fatto e cosa no, decidere dove un umano deve approvare prima che l’azione diventi irreversibile: sono scelte di design, non righe di configurazione.
Cambiare framework non ti salva da un workflow modellato male. Un workflow modellato bene gira su quasi tutti.
La domanda “quale framework scelgo” arriva troppo presto. Quella che conta viene prima: cosa deve sopravvivere a un crash, e chi se ne accorge quando va storto?


