C’è un errore che quasi tutte le aziende stanno facendo: trattare “l’AI” come un bersaglio unico. Non lo è.
Su 680 milioni di citazioni analizzate, solo l’11% dei domini è citato sia da ChatGPT che da Perplexity. Le due AI della stessa Google, Overviews e AI Mode, sulla stessa domanda condividono il 13% delle fonti. Ogni motore pesca da un indice diverso, con criteri diversi.
Perplexity premia la freschezza: metà delle sue citazioni viene da contenuti dell’anno in corso. ChatGPT pesa l’autorevolezza storica e gli accordi di licenza con gli editori. Claude cita quasi solo blog tecnici e documentazione, e si appoggia a Brave, non a Google.
“Comparire nell’AI” non è un obiettivo: sono quattro obiettivi diversi. Ottimizzare per uno e dare per scontato il resto è il modo più rapido per essere invisibili dove conta.


