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SELEZIONE

Il colloquio non misura più quello che credeva

28 luglio 2026 · 1 min di lettura · Adozione AI

Su una piattaforma di colloqui con oltre 120.000 sessioni in sei mesi, il 90% non erano colloqui veri. Erano simulazioni, fatte dai candidati per allenarsi. La selezione aziendale era il 10%.

Lo strumento è nato per far filtrare le persone alle aziende. A usarlo, in massa, sono i candidati per prepararsi. L’adozione non è scesa dall’alto: è salita dal basso.

Vale la pena guardare cosa significa per il colloquio come strumento di misura. Per anni ha pesato soprattutto la preparazione: chi aveva tempo, accesso a un coach, qualche prova alle spalle partiva avanti. Quando simulare un colloquio, riscrivere un CV, allenare un coding round e studiare chi ti intervisterà costa pochi minuti, quella preparazione smette di separare chi sa lavorare da chi sa presentarsi.

I recruiter lo stanno vivendo come un problema di candidati ‘troppo pronti’. È il contrario: è uno strumento di misura che ha perso precisione. La risposta non è alzare la difficoltà delle domande finché l’AI non arriva: è una rincorsa persa in partenza. È chiedersi cosa il colloquio dovesse misurare davvero. E se lo misurava già prima.

L’AI non ha creato questo scarto tra performance in colloquio e capacità sul lavoro. Lo ha solo reso impossibile da ignorare.

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